Genesis - A Trick of the Tail [traduzione]

A Trick of the Tail - Un'illusione della coda [1]

Bored of the life in the city of gold
He'd left and let nobody know
Gone were the towers he had known from a child
Alone with the dream of a life
He travelled the wide open road
The blinkered arcade
In search of another to share in his life
Nowhere
Everyone looked so strange to him

"They've got no horns and they've got no tail
They don't even know of our existence
Am I wrong to believe in a city of gold
That lies in the deep distance?", he cried

And wept as they led him away to a cage
"Beast that can talk", read the sign
The creatures they pushed and they prodded his frame
And questioned his story again
But soon they grew bored of their prey
"The beast that can talk?
More like a freak or publicity stunt"
"Oh, no"

"They've got no horns and they've got no tail
They don't even know of our existence
Am I wrong to believe in a city of gold
That lies in the deep distance?", he cried

And broke down the door of the cage and marched on out
He grabbed a creature by the scruff of his neck, pointing out
"There, beyond the bounds of your weak imagination
Lie the noble towers of my city, bright and gold
Let me take you there and show you a living story
Let me show you others such as me
Why did I ever leave?"

"They've got no horns and they've got no tail
They don't even know of our existence
Am I wrong to believe in a city of gold
That lies in the deep distance?", he cried
And wept

And so we set out with the beast and his horns
And his crazy description of home
After many days journey we came to a peak
Where the beast gazed abroad and cried out
We followed his gaze and we thought that maybe we saw
A spire of gold – no, a trick of the eye, that's all
But the beast was gone and a voice was heard

"They've got no horns and they've got no tail
They don't even know of our existence
Am I wrong to believe in a city of gold
That lies in the deep distance?", he cried

"Hello friend, welcome home"


Annoiato dalla vita nella città d'oro
Se n'era andato e non lo aveva detto a nessuno
Scomparse erano le torri che aveva conosciuto da bambino
Solo con il sogno di una vita
Viaggiò per larghe strade aperte [2]
Ciechi colonnati [2]
Alla ricerca di qualcuno che entrasse a far parte della sua vita
Da nessuna parte
Tutti gli sembrano così strani

"Non hanno corna e non hanno coda
Non sanno neppure della nostra esistenza
Sbaglio a credere in una città d'oro
Da qualche parte, molto lontano?", gridò

E pianse, mentre lo portavano ad una gabbia
"Bestia che sa parlare", diceva il cartello
Le creature spintonavano e pungolavano le sue membra
E chiedevano ancora e ancora la sua storia
Ma presto si stancarono della loro preda
"La bestia che sa parlare?
Piuttosto uno scherzo di natura o una trovata pubblicitaria"
"Oh, no"

"Non hanno corna e non hanno coda
Non sanno neppure della nostra esistenza
Sbaglio a credere in una città d'oro
Da qualche parte, molto lontano?", gridò

E buttò giù la porta della gabbia e marciò fuori
Afferrò una creatura per la collottola e puntò un dito lontano
"Laggiù, oltre i confini della vostra debole immaginazione
Si ergono le nobili torri della mia città, splendente e dorata
Lasciate che vi porti là e vi mostri una leggenda vivente
Lasciate che vi mostri altri come me.
Perché mai me ne sono andato?"

"Non hanno corna e non hanno coda
Non sanno neppure della nostra esistenza
Sbaglio a credere in una città d'oro
Da qualche parte, molto lontano?", gridò
E pianse

E così partimmo con la bestia e le sue corna
E la sua folle descrizione di casa
Dopo un viaggio di molti giorni raggiungemmo un picco
Dove la bestia si guardò intorno e gridò
Seguimmo il suo sguardo e pensammo forse di stare vedendo
Un pinnacolo d'oro – no, un'illusione ottica, nient'altro
Ma la bestia era svanita e si udì una voce

"Non hanno corna e non hanno coda
Non sanno neppure della nostra esistenza
Sbaglio a credere in una città d'oro
Da qualche parte, molto lontano?", gridò

"Ciao amico, benvenuto a casa"

note
[1] Il gioco di parole non è semplice da rendere in italiano.  L'espressione "trick of the eye" sta circa per "illusione ottica", ma a differenza dell'inglese la nostra non contiene termini facilmente sostituibili con altri, quindi me la sono dovuta cavare alla meno peggio.

[2] Come è facilmente visibile, l'inglese utilizza il singolare anziché il  plurale. L'interpretazione esatta è ovviamente dibattibile, ma la intenderei come una scelta stilistica per indicare appunto un plurale reso in senso un po' aulico e/o fiabesco (una cosa simile si può fare anche in italiano, ma credo renda poco l’idea se abbinata ad oggetti di più di una parola e con descrizioni un po' articolate).

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